Hanno aderito 70 cineamatori consegnando 700 bobine: un grande successo!

Si è chiuso il bando di raccolta pubblica, promosso dal Comune di Ravenna Assessorato alle politiche e culture di genere e da Home Movies – Archivio del Film di Famiglia in collaborazione con l’Istituzione Biblioteca Classense e con la Fondazione Casa di Oriani.

L’adesione di numerosi cittadini ravennati e l’elevato numero delle pellicole raccolte hanno decretato il successo dell’iniziativa, al di là di ogni aspettativa iniziale!In totale le ore di girato raccolte equivalgono a 69 ore contro le n. 30 che il monte-ore inziale prevedeva.

Gli anni di realizzazione delle pellicole partono dai primi anni’50 a rappresentare una Ravenna in bianco e nero (straordinarie le riprese della spiaggia di Porto Corsini con le tende a fare ombra ai bagnanti, le turiste con il costumi interi e per quelle più emancipate in “due pezzi”, con i bambini che giocano a palla e si divertono con l’altalena), mentre il corpus delle pellicole si situa a metà degli anni ’60 e metà degli anni ’80, dove il colore prevale sul bianco e nero.

Ravenna appare una città dinamica, che afferma la propria identità attraverso l’arrivo del boom economico che predispone verso consumi alla portata di tutti (le abitazioni con gli elettrodomestici, le prime gite fuori citta’ con la fiat 500 o la Lancia, in estate le domenica al mare o in inverno Campigna. Alcuni fondi consegnati sono di particolare interesse, poiché documentano aspetti meno consueti e per questo molto interessanti come il mondo del lavoro (ecco le immagini realizzate al porto industriale di Ravenna con le operazione di scarico delle grandi navi mercantili; oppure la documentazione dell’attività nel proprio esercizio commerciale, o nei reparti d’ospedale con i colleghi medici o le riprese dei cantieri stradali, i lavori agricoli quali l’aratura, la trebbiatura, l’aratura, ecc.). Le pellicole raccolte provengono da quasi tutti i quartieri della città, compreso il forese, a costituire una mappa che si compone di immagini, scorci, panoramiche, prospettive e che privilegia il punto di vista del cittadino.

I ravennati hanno aderito alla raccolta pubblica perché hanno compreso che i propri film di famiglia, testimonianze di una dimensione privata, affettiva, più intima, spesso dimenticati nelle cantine e nelle soffitte, sono raccolti con un impianto progettuale forte, hanno inteso che le loro preziose bobine andavano a costituire, come piccole tessere, un grande mosaico in grado di restituire memorie della vita di una collettività.

I film raccolti sono una fonte inesauribile di informazioni, raro e prezioso controcampo – personale, soggettivo, privato – ai tradizionali media a cui è affidato il compito di rappresentare la realtà, come il cinema di finzione e la televisione.

 

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